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Come curare le punture di scleroderma domesticum

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Quando si parla di insetti, si pensa immediatamente alla possibilità non troppo remota di essere punti. Risulta, quindi, utile sapere cosa fare in caso di puntura di scleroderma domesticum, un insetto abbastanza sconosciuto e, probabilmente, più noto come parassita del tarlo.

Si tratta, nello specifico, di un microimenottero aculeato ed è un parassita delle larve di coleotteri e, soprattutto, del tarlo del legno.

Probabilmente si penserà immediatamente che le proprie case sono immuni dalla presenza di questo insetto, eppure non sempre c’è la certezza. Se sono presenti monili antichi o anche delle imbottiture di vecchia data realizzate in lana, allora la possibilità c’è ed è bene sapere cosa fare e come comportarsi in caso di presenza di questi animaletti.

Lo scleroderma domesticum si nutre quasi esclusivamente delle larve di coleottero, come detto, ma talvolta è possibile che questo vada a pungere l’uomo, anche se non è una situazione così frequente.

Nel caso di puntura di scleroderma è possibile che si sviluppi una dermatite anche abbastanza severa, definita estiva perché la più alta concentrazione di questi insetti si ha tra i mesi di Maggio e Luglio.

Oltre che in casa, questi animali sono presenti anche all’esterno, soprattutto nelle zone in cui ci sono alberi caduti o secchi.

Le lesioni che vengono provocate dallo scleroderma sono molti simili ad altre provocate da insetti simili. La puntura si riconosce perché si individua la presenza sia di liquidi quali veleno e saliva, ma anche quella di aculei e cheliceri. I morsi risultano essere abbastanza grandi e visibili, localizzati per lo più su addome e bacino, ma anche sulla zona posteriore del tronco. Possono essere molto persistenti e anche abbastanza dolorose.  Il mese di maggiore diffusione è quello di Giugno, ma lo scleroderma è in azione anche a Maggio e Luglio, seppure in maniera inferiore.

Per curare e prevenire le dermatiti da tarli si devono prendere degli utili accorgimenti. Nello specifico, è importante verificare se la propria abitazione sia, o meno, infestata da questi insetti. In caso di risposta affermativa, è utile provvedere a eliminare alla radice il problema. Nel caso, però, di puntura, come ci si deve comportare?

La prima conseguenza è la nascita di una reazione allergica pruriginosa che può colpire la zona interessata dal morso. Il tutto è molto fastidioso e il problema può durare un po’. In alcuni casi, la reazione avviene anche dopo 24 ore rispetto al morso. Nei casi più gravi, assieme ai morsi, possono insorgere sintomi correlati che vanno dal mal di testa alla diarrea e al vomito.

Per quanto riguarda la cura di questi ponfi, è utile sottoporsi all’attenzione di un medico, che saprà consigliare la cura migliore per cercare di arginare il danno e di tenere sotto controllo prurito e dolore. Come suggerito prima, però, è importante andare a estirpare il problema alla radice, eliminando i tarli dalla propria casa. Ci si deve affidare a degli esperti o si devono andare a utilizzare dei prodotti specifici per addivenire a questo risultato!

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