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Tutto quello che c’è da sapere sulla scintigrafia ossea trifasica

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Quando si parla di scintigrafia ossea si intende un esame di medicina nucleare che spesso ci si ritrova a dover fare al fine di andare a verificare lo stato delle ossa e il modo in cui le cellule delle stesse vanno a rinnovarsi.

Al fine di raggiungere questo scopo, è necessaria l’iniezione di un cosiddetto tracciante radioattivo, che altro non è che un radiofarmaco che, come detto, viene iniettato in maniera tale che, depositandosi sulle ossa, permetta di emettere delle radiazioni che verranno tracciate. Questo procedimento avviene attraverso una Gamma-camera, il cui compito è quello di restituire delle immagini dalle radiazioni che vengono emesse dalle ossa nel momento in cui si effettua questa operazione.

Sebbene questa spiegazione possa spaventare, è utile sottolineare che si tratta di un esame non doloroso. Si deve anche rassicurare sul fatto che l’iniezione del radiofarmaco utilizzato per la scintigrafia ossea è assolutamente sicura, dato che ha una durata di pochi secondi.

Cos’è la scintigrafia ossea trifasica? 

Esistono due tipologie di scintigrafia: quella trifasica e quella che viene comunemente definita come scintigrafia total body. In cosa differiscono l’una dall’altra?

Per effettuare una scintigrafia ossea trifasica ci sarà bisogno di un tecnico specializzato in  radiologia medica, che andrà posizionerà lo specifico strumento per la registrazione delle radiazioni sulla zona che deve essere analizzata. Il medico nucleare procederà con l’iniezione del farmaco di cui sopra. L’operazione ha una durata compresa tra i 10 e i 20 minuti, durante i quali la Gamma-camera sopra menzionata andrà a monitorare la zona interessata e, al tempo stesso, procederà con la registrazione delle immagini del passaggio del radiofarmaco. Dopo questa prima fase, per circa 2 ore, si deve attendere in una sala pensata e attrezzata proprio a tal fine e questo per permettere al radiofarmaco di depositarsi sulle ossa.

In questo lasso temporale, il paziente è invitato a bere e urinare, in modo tale da permettere alla Gamma-camera di svolgere al meglio il suo lavoro, così da restituire delle immagini di qualità.

Alla fine di questo step, si passa all’analisi vera e propria. Il paziente viene fatto stendere sul lettino della Gamma-camera e viene scandagliata la zona interessata. Questa fase ha una durata variabile tra i 10 e i 30 minuti e, pertanto, in tutto ci vogliono circa 3 o 4 ore per fare la scintigrafia ossea.

La scintigrafia corporea  si svolge allo stesso modo ma, come dice il nome stesso, viene analizzato tutto il corpo.

Quali sono le controindicazioni e quando è preferibile non fare la scintigrafia ossea?

 Questo esame è assolutamente vietato alle donne in gravidanza e a quelle che stanno allattando al seno un neonato e, pertanto, in questi casi il medico non dovrebbe mai prescrivere una scintigrafia ossea. In tutti gli altri casi, qualora ci sia una prescrizione medica, è possibile fare senza problemi questo tipo di esame, proprio perché, come detto, non è né doloroso né pericoloso per la salute del paziente. Di contro, risulta essere estremamente utile al fine di andare a individuare specifiche patologie che solo un’analisi del metabolismo osseo può mettere in risalto.

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