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Infiammazione del tibiale anteriore: ruolo della Fisioterapia mirata

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Tra le varie forme di tendinite, l’infiammazione del tibiale anteriore (muscolo e relativo tendine) è una delle più frequenti che colpisce soprattutto i runner.

Il muscolo tibiale anteriore è essenziale nella fase iniziale di appoggio durante il movimento, di oscillazione, nel contatto del tallone col suolo. Per queste sue funzioni, risulta essere il muscolo più resistente, il più forte dei flessori dorsali del piede.

Dall’estremità superiore della tibia (prossima al tubercolo del Gerdy) il tibiale anteriore s’inserisce sul tubercolo del primo osso cuneiforme e sulla porzione mediale del primo osso metatarsale.

Indipendentemente dalle cause responsabili del dolore al tibiale anteriore, il trattamento più efficace a lungo termine per questa ed altri tipi di tendinite è la Fisioterapia d’elezione.

Il trattamento fisioterapico, come ci spiega Roberto Franzese Massofisioterapista titolare del centro di riabilitazione Ryakos, deve essere completo e seguire tre differenti percorsi. Le tre fasi di Fisioterapia strumentale, Terapia manuale e Riabilitazione puntano non soltanto a ridurre ed eliminare dolore e infiammazione, ma a rigenerare le fibre tendinee e rinforzare il tendine per raggiungere un traguardo importante: evitare recidive.

Andiamo per gradi e scopriamo quali sono le cause, i sintomi, l’iter diagnostico e, soprattutto, la terapia più efficace e rapida da seguire in caso di tendinite del tibiale anteriore.

Infiammazione del tibiale anteriore: cause e fattori di rischio

Le cause possono essere di natura traumatica o, il più delle volte, dovute a sovraccarico funzionale.

Talvolta, l’infiammazione di un tendine può essere provocato da una o più delle seguenti cause:

  • Sovraccarico funzionale, carichi di allenamento troppo intensi e non supportati da una buona preparazione atletica;
  • Movimenti e gesti ripetuti, prolungati nel tempo;
  • Traumi diretti (urti, cadute, infortuni, incidenti);
  • Squilibri biomeccanici e muscolari, difetti posturali;
  • Deficit di appoggio podalico (piede cavo, pronato, piatto);
  • Elasticità muscolare ridotta;
  • Problemi anatomici (ipertermia tendinea, ipossia);
  • Fattori metabolici o endocrini.

I soggetti più colpiti dall’infiammazione sono gli sportivi impegnati nella corsa (dai runner ai calciatori, giocatori di basket, triatleti, rugbisti, ecc.). La tendinite non risparmia, però, anche i soggetti non sportivi, indipendentemente dal sesso di appartenenza.

Tra i principali fattori di rischio che riguardano gli sportivi e non solo, troviamo:

  • Calzature non adeguate o consumate;
  • Corsa in discesa o su un terreno troppo duro;
  • Scarso recupero dopo l’allenamento o scarsa preparazione atletica;
  • Sovrappeso;
  • Lunghezza diversa degli arti inferiori (eterometria);
  • Inattività che porta a indebolimento dei tendini, lesioni o rotture;
  • Utilizzo di cortisone, altro fattore che indebolisce i tendini.

Dolore al tibiale anteriore: sintomi associati

L’infiammazione provoca dolore a livello del tibiale anteriore ed altri sintomi che si manifestano durante l’allenamento, con o senza impatto del piede sul terreno.

Inizialmente, la sintomatologia non impedisce l’attività sportiva ma, a lungo andare, quando il problema peggiora e diventa grave, costringe ad interrompere l’attività fisica.

Oltre al dolore, possono comparire i seguenti sintomi associati:

  • Limitazione funzionale, rigidità dell’articolazione;
  • Gonfiore articolare;
  • Arrossamento della pelle in corrispondenza dell’area del tendine;
  • Crampi;
  • Sensazione di crepitio.

Infiammazione del tibiale anteriore: terapia conservativa

Dopo aver diagnosticato la tendinite attraverso l’esame obiettivo comprensivo di test specifici ed esami strumentali (radiografia, Risonanza Magnetica o, se necessario, scintigrafia per escludere possibili fratture da stress), lo specialista prescriverà una terapia conservativa che prevede:

  • Periodo di riposo, sospensione delle attività fisiche responsabili dell’infiammazione;
  • Applicazione di ghiaccio 2-3 volte al giorno (10-15 minuti ciascuna);
  • Utilizzo di un plantare per correggere un eventuale difetto podalico;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei, antidolorifici e miorilassanti (in caso di contratture muscolari);
  • Infiltrazioni di corticosteroidi o infiltrazione steroidea locale se l’antinfiammatorio per via orale risulta insufficiente o inefficace;
  • Fisioterapia strumentale e manuale, Riabilitazione con esercizi terapeutici mirati.

 Il ruolo della Fisioterapia mirata

Il Fisioterapista qualificato interviene dopo aver esaminato la diagnosi medica ed aver eseguito una propria valutazione globale e distrettuale del paziente (comprensiva dei più importanti test) al fine di individuare la causa per, poi, programmare un percorso terapeutico personalizzato. Non si limita a curare i sintomi ma punta a combattere la causa reale di ogni disturbo o patologia.

Per combattere il dolore con, in più, un effetto rigenerante a livello del tendine, si prediligono i trattamenti strumentali più avanzati, efficaci e rapidi che sono:

  • Tecarterapia;
  • Laser Yag ad Alta Potenza;
  • Onde d’Urto.

Successivamente, si procederà con i migliori trattamenti manuali:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata finalizzata alla ricerca di blocchi articolari nei piedi e nella caviglia, disfunzioni dell’arto inferiore, della colonna e del bacino o eventuali disturbi viscerali. L’Osteopata interviene per liberare i blocchi articolari ed eliminare contratture muscolari;
  • Massaggi del muscolo tibiale anteriore eseguiti dal Massofisioterapista;
  • Trattamento manuale fasciale e neurovascolare ad effetto drenante nell’area colpita;
  • Kinesiotaping ad effetto neuromuscolare.

La terza fase è quella riabilitativa che punta a ripristinare la funzionalità muscolare ed articolare, forza, elasticità e resistenza muscolo-tendinee, coordinamento (propriocezione).

Prevede l’esecuzione di esercizi terapeutici mirati (stretching, rinforzo muscolare, stabilizzazione, propriocezione, recupero del gesto atletico).

Il rivoluzionario metodo Mezieres in caso di deficit posturale

Tra le cause o fattori di rischio, chi soffre o tende a sviluppare l’infiammazione del tibiale anteriore (e tendiniti in genere) può presentare un deficit posturale.

Per verificare le condizioni del paziente, bisogna eseguire l’Esame Baropodometrico.

Se necessario, il Fisioterapista o Posturologo consiglierà al paziente di intraprendere un percorso importante sia per eliminare il dolore (eliminando la causa) sia per evitare recidive.

Questo percorso è noto come Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres basato sul progressivo allungamento della catena muscolare posteriore.

L’obiettivo finale di questo metodo esclusivo è correttivo, riabilitativo e preventivo: consiste nel riequilibrare la postura dell’intera colonna vertebrale, degli arti inferiori e superiori. L’obiettivo viene raggiunto una volta che saranno stati corretti i vari squilibri muscolari con completo recupero della lunghezza fisiologica della catena muscolare posteriore e della normale ampiezza articolare.

Durante le sedute, è fondamentale eseguire una corretta respirazione diaframmatica per favorire il rilascio muscolare.

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