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Dolore addominale: cause e diagnosi

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Il dolore addominale, noto come “mal di pancia”, è un disturbo piuttosto comune sia nei bambini, che negli adulti e negli anziani: si tratta di un dolore localizzato nell’addome, ossia la regione del corpo che va dal bacino all’inizio delle coste del torace.

Nella maggior parte dei casi il dolore addominale è dovuto agli organi localizzati nell’addome:

  • Sistema gastrointestinale (esofago, stomaco, intestino, pancreas, fegato).
  • Sistema riproduttivo (utero, ovaie, prostata)
  • Sistema urinario (vescica, reni, uretra, ureteri)

Nella restante percentuale dei casi il dolore può essere dovuto alle ossa o muscoli del torace e della colonna vertebrale. I dolori addominali spesso sono accompagnati da altri sintomi quali vomito, diarrea, stitichezza, nausea, stanchezza, spossatezza, mal di testa e altro.

Andiamo a vedere insieme le diverse cause dei dolori addominali, i sintomi specifici e quando è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico.

Cause

Le cause più comuni del mal di pancia sono le coliche, ve ne sono di due tipi: le coliche biliari e le coliche renali. Le prime si verificano nella parte superiore dell’addome, al centro o a destra. Non sempre ci sono dei sintomi che avvisano, delle volte si verificano nausee o vomito alimentare, questo perché la colica biliare arriva prevalentemente dopo un pasto molto ricco di grassi. La cosa necessaria da fare è andare in ospedale e sottoporsi ad una terapia antidolorifica; la diagnosi viene convalidata attraverso un’ecografia e delle analisi del sangue. Attenzione però a seguire un’alimentazione corretta; capita a tutti di sgarrare nel mangiare, ma questa non deve essere un’abitudine, soprattutto per chi soffre di stomaco. La colica biliare può essere ricorrente e talvolta alterata da problemi come la colecistite o la pancreatite. Questo potrebbe comportare l’asportazione chirurgica della colecisti. L’altro tipo di colica è quella renale, è caratterizzata da un intenso dolore, generalmente collocato al fianco o alla schiena o all’inguine. Un dolore piuttosto forte che si scatena quando il rene è ostruito dai calcoli, dei corpi estranei che si posano nei tratti urinari dei reni. Di solito, indipendentemente dalla grandezza, i calcoli non creano fastidi fino a quando non arrivano all’uretere dove poi rischiano di interrompere il normale flusso di urina. Se i calcoli non proseguono, la muscolatura di questa zona di contrae e spinge verso la vescica creando degli spasmi piuttosto forti.

Diagnosi

La diagnosi avviene dopo degli esami mirati come l’urografia, l’ecografia addominale e la radiografia con mezzo di contrasto. La terapia medica preclude l’assunzione di farmaci specifici per l’espulsione dei calcoli o, in casi più gravi, l’operazione chirurgica. La cosa molto importante da dover fare è non sottovalutare i calcoli e recarsi subito dal medico per la terapia; trascurarli può creare delle complicanze anche più pericolose perciò è bene non prenderli sottogamba.

Un altro dolore addominale è quello dovuto all’appendicite. Provoca un forte fastidio, di solito localizzato nel quadrante addominale inferiore destro, in rari casi il dolore può manifestarsi nel quadrante superiore, alla bocca dello stomaco per intenderci. Non sempre è facile capire se si tratta di appendicite o di una colica (biliare o renale): l’appendicite causa una febbre molto alta, nausea vomito o inappetenza. Una volta che il medico l’avrà diagnosticata, procederà alla terapia medica o alla rimozione dell’appendice tramite intervento chirurgico.

L’ulcera gastrica e duodenale è un altro malessere ricorrente. Il dolore è variabile, solitamente è localizzato nella parte alta centrale dell’addome e viene talvolta alleviato con l’assunzione di cibo. L’effetto collaterale che spinge spesso chi ne soffre a rivolgersi al Pronto Soccorso o al medico, è la presenza di vomito e feci molto scure con sangue.

L’ulcera peptica, una ferita della mucosa interna dello stomaco, duodeno e esofago, è un altro tipo di mal di pancia che può verificarsi frequentemente. Dapprima si pensava che le cause fossero dovute allo stress e all’ingerimento di cibi speziati, ma in seguito, si appurò che l’assunzione di farmaci antinfiammatori e il batterio (helicobacter pylori) provocano l’ulcera che può essere di tre tipi:

    • gastrica: l’ulcera che colpisce lo stomaco.
    • duodenale: ulcera che si sviluppa nel duodeno, la parte alta dell’intestino tenue.
  • esofagea: l’ulcera che colpisce la parte bassa dell’esofago e che spesso viene associata al reflusso gastroesofageo.

Se avete dubbi sulla presenza dell’ulcera nel vostro organismo, è consigliabile rivolgersi subito al medico e non azzardare rimedi casalinghi. Come capire di avere l’ulcera? Se vi sentite stanchi senza motivo, un dolore allo stomaco che peggiora sempre più, feci scure, vomito con sangue e difficoltà respiratorie, correte subito al Pronto Soccorso. I medici sapranno farvi gli esami giusti e darvi la giusta terapia di guarigione.

L’occlusione intestinale è un altro di quei fastidi che provocano il dolore all’addome. L’intensità della sofferenza è altalenante e tende a peggiorare se non si prendono le dovute precauzioni. I sintomi sono dati dalla mancanza di feci e di gas nell’ano, per quanto in alcuni casi, si verifica una diarrea. Il malessere può essere associato a un gonfiore improvviso dell’addome, alle nausee e al vomito. L’ostruzione intestinale può essere paretica, dovuta al malfunzionamento dei muscoli della parete intestinale, e meccanica, causata dalla compressione esterna o dalla presenza di un ostacolo fisico nel condotto dell’intestino. In entrambi i casi è bene rivolgersi al medico il quale effettuando gli esami indicati (TAC con contrasto e ecografia all’addome), vi darà la cura appropriata.

I dolori più comuni e che non richiedono, in genere, una corsa all’ospedale, sono quelli legati alle gastroenteriti ossia le infezioni virali e batteriche dell’intestino e quelli legati alla sindrome del colon irritabile. Benché il dolore sia piuttosto intenso, nella maggior parte dei casi questo tende a risolversi in modo spontaneo in una manciata di giorni. Il colon irritabile, invece, provoca molto spesso delle alterazioni dell’alvo come la diarrea o la stipsi che però non creano lesioni intestinali pericolose.

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