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Noduli al collo: cause, sintomi e cura

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Se toccandoci il collo ci accorgiamo di avere una piccola protuberanza o rigonfiamento, una sorta di “pallina” che possiamo definire nodulo, è il caso di iniziare a porsi due domande.

Nella maggior parte dei casi i noduli al collo sono linfonodi ingrossati: la causa può essere riconducibile a un‘infezione del cavo orale, una tonsillite oppure un‘otite.

Altre cause possono essere la mononucleosi, una malattia infettiva causata da un virus chiamato di Epstein-Barr oppure se il rigonfiamento è localizzato nella parte mediana del collo, può trattarsi di una cisti mediana da tenere sotto controllo con un’ecografia annuale.

Se il nodulo è localizzato sotto il pomo d’Adamo e a ciò si associa la sensazione di avere una specie di nodo in gola si parla di nodulo tiroideo, per la cui diagnosi precisa servono ecografie e analisi del sangue.

Andiamo a vedere insieme sintomi e cura di ogni singolo disturbo.

Cause

Normalmente, se autopalpandoci il collo sentiamo dei noduli gonfi pensiamo subito al peggio, fortunatamente non sempre sono causati da brutte malattie: nella maggior parte dei casi, l’indolenzimento e l’ingrossamento dei noduli sono causati da un’infezione che può riguardare i denti (per esempio un ascesso) oppure una tonsillite o un’otite. Tra le altre cause frequenti c’è la mononucleosi, una malattia che nonostante la sua non gravità, è molto diffusa tra i giovani. Per il nodulo tiroideo, la causa principale è la mancanza, sia lieve che moderata, di iodio, un fattore caratterizzante dell’Italia.

Sintomi

I linfonodi ingrossati hanno una funzione piuttosto importante; sono posizionati sotto le orecchie e creano la prima barriera di difesa del nostro organismo grazie alla produzione dei linfociti (globuli bianchi) e del sistema di filtraggio dei virus e batteri. I noduli non gerano particolari sintomi, molto spesso vengono scoperti per caso con l’autopalpazione. Il dolore è assente nella maggior parte dei casi, viceversa, quello che si avverte è un senso di fastidio o di ingombro, soprattutto per il nodulo tiroideo che, come abbiamo detto, si sviluppa nella parte centrale del collo. Una menzione a parte bisogna farla per il linfoma, un tumore che riguarda i linfociti: i sintomi possono essere il calo di peso senza una chiara ragione, la spossatezza continua e la febbre e la sudorazione notturna. Davanti a questi sintomi, è bene approfondire in modo scrupoloso il quadro generale poiché questi possono essere i campanelli di allarme del linfoma.

Come curarli

Nel caso più grave del linfoma, una volta diagnosticato è necessario rivolgersi ad un centro oncologico per effettuare esami approfonditi che determineranno, poi, le cure. I linfonodi che, come abbiamo detto, sono spesso causati da infezioni, tonsillite o mononucleosi, vengono diagnosticati con le analisi del sangue (nel caso della mononucleosi) o con una visita odontoiatrica con radiografia (nel caso di ascesso), o ancora con una visita dall’otorino se si tratta di otite o tonsillite. I linfonodi vengono quasi sempre curati con una terapia antibiotica che serve per debellare l’infezione; ovviamente, sempre dopo aver consultato il medico. Un altro aiuto per la guarigione, nel caso della mononucleosi, è l’assoluto riposo di almeno 15 giorni e seguire un’alimentazione ricca di cereali integrali, verdure e frutta. Nel caso dei noduli tiroidei, i trattamenti sono diversi: se la loro presenza non causa disturbi, è necessario monitorarli nel tempo; se i noduli sono iperfunzionanti servirà una terapia farmacologica in grado di ridurre la continua produzione di ormoni tiroidei.

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